Una domenica al Parc du Héron

Questo inverno è stato un disastro, mi è successa una di quelle cose per cui molli tutto, sali sul primo aereo e torni dalla tua famiglia. Per fortuna tutto si è sistemato e – anzi – nel frattempo mi sono buttata a capofitto in un nuovo progetto, che  però rimane ancora segreto perché sono troppo scaramantica.

In tutto ciò, qui al Nord la primavera è arrivata con grande ritardo, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Qualche domenica fa abbiamo intravisto un raggio di sole e, con scatoletto, abbiamo deciso di approfittarne per andare a scoprire un nuovo parco. Abbiamo la fortuna di vivere vicino ad una bellissima area verde (il “Parc de la Cittadelle”), ma ci siamo resi conto che ve ne sono molti altri che abbiamo trascurato. Continua a leggere

La Piscine, un museo in una piscina

Riprendo a scrivere parlandovi di quello che secondo me è uno dei posti più belli da visitare nella metropoli di Lille, che comprende Lille, Roubaix, Tourcoing e Villeneuve d’Asq. Mi piace che si sia recuperato un antico edificio che non si utilizzava più e lo si sia recuperato per farci un museo.

In effetti, si chiama piscina ma è un museo. La piscina è esistita per davvero ed era quella del comune di Roubaix, inaugurata nel 1932, ad opera di un architetto lillese, Albert Baert, in stile art déco.  La costruzione della piscina si è basata su un progetto politico preciso: fu concepita come un santuario dell’igiene in risposta alla miseria della popolazione operaia che viveva a Roubaix. I membri del comune provenivano da classi operaie e misero a disposizione della popolazione delle strutture sportive di alto livello. Continua a leggere

Sanremo per un’italiana all’estero

Attenzione, fermi tutti, la prossima è la settimana del Festival di Sanremo.

Quando ero piccola e la mia famiglia viveva in Belgio, Sanremo era l’unica finestra sulla musica italiana, non esistevano Spotify o Napster e quindi si aspettava con ansia febbraio per ascoltare le ultime novità musicali da casa. Mi ricordo che mia madre lo metteva sempre e lo guardavamo insieme in cucina, perché mio padre non rinunciava ai suoi film western in salotto. Continua a leggere

La galette des Rois e l’epifania nel Nord della Francia

Siamo tornati dalle vacanze di Natale da quasi una settimana perchè qui l’epifania non è festa, siamo un pochino provati dalle feste e i troppi bagordi ci fanno sentire un pochino acciaccati. Speriamo di riprenderci presto!

Tornati a Lille abbiamo trovato l’invasione delle galette des rois, in offerta nei supermercati e in bella mostra in tutte le pasticcerie. Eh sì, perchè anche se qui l’epifania non è festa si festeggia con la galette des rois, che mi ricorda tanto la mia infanzia vissuta in Belgio. Per chi non la conosce, si tratta di un dolce composto da due dischi di pasta sfoglia che racchiudono una crema frangipane che io adoro, non resisto. Sarà perchè nella crema ci sono le mandorle, che mi piacciono molto. Continua a leggere

4 calendari dell’avvento

Il calendario dell’avvento è una di quelle tradizioni che ho recuperato negli ultimi anni. Mio marito non sapeva cosa fosse quindi spiego brevemente: si tratta di un calendario che accompagna giorno per giorno verso il natale. Inizia il 1 dicembre e termina il 25 dicembre, giorno di natale. E’ una tradizione di origine tedesca che riprende il concetto cristiano dell’avvento. I calendari tradizionali sono fatti di cartone o di legno e in ogni casellina si troverà un cioccolatino o una sorpresina per rendere ogni giorno più gioiosa l’attesa del natale. Continua a leggere

Piccole gioie

Qualche mese fa ci è successa una cosa troppo carina. Ho trovato nella buca delle lettere una busta lunga, come quelle che contengono le baguette, con scritto “In cambio di questo sacchetto, il tuo panettiere artigiano vi offre una banette”, non una baguette… firmato il panificio pasticceria Maes. Ho controllato l’indirizzo e non era proprio vicino casa, ma ci siamo capitati nel pomeriggio con mio marito e quindi ci siamo fermati. Il locale è molto bello, ben curato.

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Una passeggiata ad Arras

Qualche settimana fa, con la famiglia di mio marito, abbiamo fatto una piccola gita ad Arras, ne avevamo sentito parlare da un po’ ed eravamo curiosi di andarla a visitare.

Abbiamo parcheggiato sotto la Grand-Place e da qui è iniziata la nostra passeggiata. Siamo rimasti un po’ delusi dal fatto che la piazza fosse invasa dai camioncini del mercato e dalle macchine parcheggiate ma poi alzando lo sguardo lo spettacolo delle facciate delle case ci ha lasciato senza parole. Queste sono di stile fiammingo, hanno tutte la stessa forma ma in ognuna ci sono dei piccoli dettagli (una spiga di grano o un simbolo del tipo di commercio) che cambiano e l’altezza dei frontoni è diversa. Alla base invece ci sono delle colonne di pietra che rendono il tutto molto armonioso.

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Alcune delle case della Grand-Place

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